Federico Lotito è nato a Corato (BA). Ha pubblicato le raccolte di poesia Gocce d’anima (2015), È passato un silenzio (2018), Istanteternità (2021), Presenze minime (2024) e la raccolta di racconti La punteggiatura non è il mio forte (2022). Nel 2020 pubblica suoi lavori nel libro corale autoprodotto Atti pandemici, quattro spiriti in quarantena. Un suo racconto è presente nella raccolta C’era una nota in Puglia (2021). È stato ospite della XLVII Edizione del Festival Internazionale di Poesia a Smeredevo (Serbia) in seguito al quale alcune sue poesie sono state tradotte dal poeta Dragan Mraovic e pubblicate nell’Antologia del Festival. Suoi lavori in prosa e in poesia sono stati pubblicati in varie antologie italiane ed estere. è autore dei testi teatrali: Don’t try – il mio Hank, ispirato alla vita dello scrittore americano Charles Bukowski e Sempre madre, liberamente tratto dal film Tutto su mia madre del regista spagnolo Pedro Almodovar. Collabora con la rivista letteraria on line “Zona di disagio” e con la rivista cartacea “Correlazioni universali”.
Libri scritti da Federico Lotito
- Titolo: senzatitolo
- ISBN: 979-12-81751-30-9
- Anno: 2026
- Collana: Stèresis
- Lingua: Italiano
- Autore: Federico Lotito
- Numero pagine: 104
È un viaggio nelle crepe del presente, un attraversamento del quotidiano che non ha paura di rivelare le ombre più cupe. La raccolta alterna visioni domestiche a visioni collettive e intreccia la solitudine dell’individuo con la disgregazione di un mondo che si consuma giorno dopo giorno. Le poesie esplorano la fragilità dei rapporti umani, della debolezza di un corpo che si ammala, la fatica del tempo che passa, le ferite aperte dalle guerre, dalle ingiustizie, dall’indifferenza. In ogni poesia, con un linguaggio asciutto e tagliente, capace di evitare le edulcorazioni e di passare dal dettaglio di una stanza all’urlo universale di un’umanità smarrita, l’autore osserva e registra frammenti di vita, intercettando bagliori intermittenti che provengono dall’amore, dai ricordi, dal desiderio di resistere. senzatitolo è allo stesso tempo un autoritratto esistenziale e corale, composto da voci e situazioni nelle quali intimità e civiltà collassano come corpi celesti nello spazio vuoto.
